Alluminio e registrazione MOCA

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ALLUMINIO E MATERIALI DESTINATI AL CONTATTO ALIMENTARE

E’ stato pubblicato di recente il Parere del Comitato Nazionale per la Sicurezza Alimentare relativo al rischio di esposizione del consumatore all’alluminio da contatto alimentare.
Alcuni studi di tossicità eseguiti hanno evidenziato come l’utilizzo di fogli di alluminio per alcune tipologie di cottura aumenti la concentrazione di alluminio nell’alimento.
Anche se la quantità migrante di per sé non rappresenta un rischio, è necessario tenere a mente che l’eccessivo utilizzo di questa tipologia di cottura può causare effetti cumulativi dannosi.

L’alluminio nell’alimento

L’alluminio è un materiale presente in natura e, a causa della sua diffusa presenza negli alimenti e nei prodotti di consumo, è risultato un metallo con riconosciuta potenziale pericolosità per la salute umana.
Oltre ad essere naturalmente presente in alcuni alimenti, è largamente utilizzato in diversi ambiti, dal packaging all’industria cosmetica, farmaceutica e alimentare, passando attraverso l’edilizia e il trattamento delle acque alimentari.

L’esposizione dell’uomo è principalmente dovuta a tre fonti principali:
l’ambiente, sia naturale sia industriale (processi di estrazione e produzione)
la migrazione da materiali a contatto con gli alimenti
gli additivi alimentari contenenti alluminio e potenzialmente aggiunti agli alimenti, alle formulazioni per bambini.

L’esposizione all’alluminio può infatti avvenire in diversi modi. Tuttavia, la via principale risulta essere l’alimentazione.
Anche se l’alluminio nelle sue forme potenzialmente ingeribili dall’uomo è poco biodisponibile, diversi studi hanno analizzato una forte variabilità nell’assorbimento, causato da una combinazione di fattori diversi. Il pericolo principale sembra essere dovuto al bio-accumulo, specialmente in fasce di popolazione vulnerabili, quali bambini, anziani e donne in gravidanza e per i soggetti con ridotta funzione renale.
Le principali vie di eliminazione di questo metallo, infatti, sono tramite le feci (per l’alluminio non assorbito) e le urine (per l’alluminio assorbito).

L’ALLUMINIO E I MOCA

L’alluminio ha trovato largo impiego come materiale a diretto contatto con gli alimenti, con diverse funzioni. Viene utilizzato sia per la produzione di film e vaschette monouso e pentolame, nella sua forma tal quale, sia per la produzione di oggetti “fusi”, come caffettiere o piastre, nella sua forma di lega di alluminio.

Nel caso di potenziale contatto con alimenti particolarmente acidi o salati, i contenitori vengono rivestiti internamente con uno strato isolante che impedisca il contatto diretto tra l’alimento e l’alluminio.
La normativa quadro relativa ai MOCA è il Regolamento CE 1935/2004 che stabilisce i requisiti generali per tutti i materiali destinati al contatto con gli alimenti. L’art. 3 del regolamento stabilisce che:

“I materiali e gli oggetti, compresi i materiali e gli oggetti attivi e intelligenti, devono essere prodotti conformemente alle buone pratiche di fabbricazione affinché, in condizioni d’impiego normali o prevedibili, essi non trasferiscano ai prodotti alimentari componenti in quantità tale da:

a) costituire un pericolo per la salute umana;
b) comportare una modifica inaccettabile della composizione dei prodotti alimentari; o
c) comportare un deterioramento delle loro caratteristiche organolettiche.

Anche se in condizioni di corretto utilizzo la quantità di alluminio potenzialmente migrante dal materiale all’alimento non è molto elevata, questa quantità può variare se agiscono fattori quali tempi di contatto, temperature, composizione dell’alimento.

È necessario fare attenzione al corretto utilizzo dei moca in alluminio: no usura fisica (graffi, pagliette) no usura chimica (alimenti acidi/salati)

Particolare attenzione a:

– evitare di rovinare eventuali protezioni dell’alluminio, come ad esempio lo strato anodizzato

– non confezionare o cucinare all’interno del film in alluminio alimenti salati e/o acidi

– non conservare i prodotti cotti nell’alluminio per tempi lunghi

– considerare eventuali additivi contenenti alluminio o altre sostanze che potrebbero contribuire all’accumulo di alluminio nell’alimento.

Maggiori informazioni al 334 8002030