La privacy violata nel Taxi

La privacy violata nel Taxi

E’ successo in Finlandia, una compagnia di Taxi violavano la privacy dei clienti con telecamere e registratori vocali a bordo delle vetture.

Il tempo in taxi è un’occasione per scambiare due chiacchiere, ma attenzione alle violazioni della privacy.

Se salite sul taxi e durante l’itinerario vi va di scambiare due chiacchiere, oppure incappate in un conducente espansivo, prima di lasciarvi andare a parlare di questioni confidenziali informatevi se e quali dispositivi sono installati sull’autovettura per sincerarvi che una videocamera non vi stia riprendendo e magari anche quello che dite non venga registrato a vostra insaputa.

Le indagini del Garante della privacy finlandese sono state avviate nel novembre 2019 (Data Protection Ombudsman). Il Garante aveva richiesto chiarimenti sull’utilizzo di tali strumenti di registrazione video ed audio, in un momento la società si era giustificata sostenendo che il trattamento dei dati personali era effettuato per legittimo interesse in conformità all’art. 6 par. 1 lettera f) del Regolamento UE, e che l’installazione delle telecamere era stata motivata dalla necessità di “garantire la sicurezza del tassista e del passeggero”. Tuttavia non era stata in grado di motivare la presenza dei registratori vocali sui taxi, mentre successivamente affermava invece che l’attivazione della registrazione audio era stata un errore. Il tutto ovviamente senza fornire le dovute informazioni e quindi violando la privacy degli ignari clienti.

Senza evidentemente porsi troppe domande riguardo alle implicazioni del Gdpr, a partire dalla necessità di verificare la liceità del trattamento di dati personali e di effettuare una valutazione d’impatto ai sensi dell’art. 35 del Gdpr, nell’estate del 2019 la società di taxi aveva rinnovato il sistema di videosorveglianza introducendo la registrazione di video e audio a bordo delle vetture.