Registrare una conversazione di nascosto non è reato

Registrare una conversazione di nascosto non è reato: il parere della Cassazione.

La situazione di dubbio se registrare una conversazione o no!

Cerchiamo di dare delle nozioni di comportamento che dovranno essere utilizzate dopo attenta valutazione con il vostro legale o Consulente della privacy.
Sappiate che registrare una conversazione di nascosto non è reato: il parere della Cassazione c’è, quindi concessa dalla Legge.
Ma non tutto è facile come sembra, rimane da determinare quale sia lo scopo della registrazione, se è quello di diffondere l’audio per diffamare chi parla, si può andare incontro a una incriminazione penale. Ma se si agisce per difendere i propri diritti allora no.

Il caso della registrazione effettuata di nascosto.

Effettuare una registrazione delle conversazioni tra presenti, di nascosto, è lecito. Sostanzialmente chi parla accetta il rischio di essere registrato. Con questo presupposto la Cassazione (sentenza 24288/2016) è stata indotta a dichiarare l’ammissibilità delle registrazioni all’insaputa dei soggetti interessati.

Consulente della privacy
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Nello specifico in caso della registrazione effettuata di nascosto dal cliente nello studio legale mentre l’avvocato che parla male del collega, non viola il Codice Privacy, ed il file audio è utilizzabile in giudizio.
Il file audio è utilizzabile nel processo civile in quanto riproduzione meccanica ex art. 2712 del Codice Civile né l’uso è precluso dal Codice Privacy: anche nel penale, infatti, la registrazione eseguita all’insaputa dell’interlocutore da una persona che è presente alla conversazione costituisce una prova documentale non costituisce un’intercettazione e dunque resta fuori dal campo delle garanzie ad hoc. Lo stabiliscono le s.u. civili della Cassazione con la Sentenza 20384/21.